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L'ipertensione arteriosa può causare gravi cardiopatie

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Misurazione pressione L'ipertensione arteriosa Ipertensione Pressione elevata Farmaci per ipertensione I danni dell'ipertensione


Scritto da

Francesco S. Cantù, giornalista pubblicista (Ordine giornalisti della Lombardia) tessera N° 118321


Pubblicato il 08/10/2009

Modificato il 08/10/2009

L’ipertensione arteriosa è l’aumento anormale dei valori della pressione sanguigna. L’ipertensione arteriosa dipende dalla spinta con cui il cuore imprime energia al flusso sanguigno e dall’elasticità delle pareti delle arterie, che quanto più sono rigide tanto più determinano un aumento della pressione arteriosa. I valori medi dipendono dalle condizioni fisiche, ma anche dall’attività psichica, emotiva, dall'età, perché tendono ad aumentare con il passare degli anni. Si parla di ipertensione arteriosa quando i valori della pressione sono uguali o superiori a 140 di massima e 90 di minima.

 

I sintomi che spesso si rilevano quando la pressione è molto elevata oppure è alta da molto tempo sono: palpitazioni, vertigini, cefalea, nervosismo, stanchezza, ronzii auricolari, epistassi. Normalmente però, il primo riscontro, nelle forme lievi, è di tipo occasionale, per esempio durante un check up.

 

I danni dell’ipertensione arteriosa, soprattutto se è alta e se è protratta nel tempo, si ripercuotono a carico di importanti organi, come cuore, cervello e reni. A livello cardiaco un’elevata pressione arteriosa può provocare alterazioni del ritmo, dolori precordiali dovuti a un ridotto apporto di sangue, l’ischemia, fino all’insorgenza di una vera e propria insufficienza cardiaca, ovvero di incapacità del cuore a svolgere la sua attività, dispnea soprattutto notturna e di gonfiore a caviglie e piedi.


Domande più frequenti

1. Nel caso dell’ipertensione arteriosa si può parlare di malattia ereditaria?
Il termine corretto è di predisposizione familiare, come per altre patologie quali il diabete, l’ipercolesterolemia, ecc.

2. Quali sono i possibili danni a livello renale?
A livello renale l’ipertensione si traduce in una progressiva alterazione della sua funzionalità con perdita di proteine nelle urine (albuminuria) e riduzione della quantità delle urine, perciò è utile effettuare un esame completo delle urine e misurare la funzionalità renale (azotemia, creatinine mia).

3. La perdita di memoria può essere conseguenza di un’ipertensione arteriosa trascurata?
Possono insorgere danni che si localizzano a carico del circolo sanguigno cerebrale, con manifestazioni acute in alcune aree (ictus) oppure con manifestazioni croniche caratterizzate da perdita di memoria, dell'attenzione, dell'orientamento nello spazio e nel tempo.

4. Si può parlare di ipertensione arteriosa se si rilevano valori elevati durante degli sforzi fisici?
Tale reperto può essere assolutamente normale. Infatti la pressione si misura in condizioni ottimali, da sdraiati o seduti e in condizione di riposo.

5. Che cos’è l’Holter?
È un apparecchietto che si posiziona sul corpo e che è in grado di misurare la pressione arteriosa numerose volte nel corso della giornata. Si utilizza per monitorare l'andamento dei valori pressori durante il giorno in concomitanza con le normali attività del paziente.

6. Ci sono dei farmaci che possono aggravare o scatenare l’ipertensione arteriosa?
I cortisonici, la pillola anticoncezionale, degli antiacidi contenenti sodio, persino alcune gocce decogestionanti nasali. Tra gli alimenti l’uso di liquirizia in grandi quantità, alcol, dieta salata.

7. Quali esami bisogna effettuare per la diagnosi?
Per escludere eventuali malattie renali si effettuano un esame completo delle urine e un controllo ematochimico dei valori di alcuni parametri di funzionalità renale, come azotemia e creatininemia, sodio ed potassio e di alcuni ormoni quali la renina e l'aldosterone, per valutare il funzionamento di due ghiandole, l’ipofisi e il surrene. Si dosano anche la glicemia e le catecolamine per escludere rispettivamente diabete e la presenza di un tumore, il feocromocitoma. Un esame cardiologico è importante per escludere anche la presenza di alterazioni a carico delle arterie come le stenosi (restringimenti in grado di innalzare la pressione).

8. Ci possono essere anche malattie autoimmuni come causa della pressione alta?
In caso di alcune malattie immunitarie, che si rilevano ricercando nel sangue gli anticorpi relativi, possono esserci ripercussioni sulla pressione arteriosa.

9. Ci sono problemi al cuore che possono essere provocati dalla pressione alta?
L’ipertrofia del cuore, cioè l’ingrandimento della massa muscolare, rilevabile con un elettrocardiogramma.

10. Quali sono i sistemi migliori per misurare la pressione?
Si possono utilizzare apparecchi di misurazione manuale, che richiedono più esperienza, ed elettronici a lettura automatica, di uso più semplice e utilizzabili autonomamente, senza bisogno dell’aiuto di altre persone.




Fonti:

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Rothenberg Robert E. "Enciclopedia della medicina" - Garzanti 1998
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