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Seno giovane e tornito con la mastopessi

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Seno cadente Il lifting del seno Sollevamento seno Sollevamento chirurgico Seno cadente post gravidanza Il rilassamento del seno


Scritto da

Francesco S. Cantù, giornalista pubblicista (Ordine giornalisti della Lombardia) tessera N° 118321


Pubblicato il 07/10/2009

Modificato il 07/10/2009

La mastopessi, comunemente chiamato anche lifting del seno, è un’operazione di chirurgia plastica che rimodella il seno cadente o troppo svuotato e consiste nel sollevamento chirurgico della struttura mammaria. La mastopessi si differenzia dalla mastoplastica additiva in quanto non ingrandisce il seno con delle protesi, ma piuttosto lo risolleva riportandolo alla bellezza e alla consistenza perdute.

 

Spesso dimagrire, finire di allattare nonché la fisiologica perdita di elasticità cutanea, col passare degli anni portano il seno a rilassarsi modificandolo nella forma e nella misura. Quando il volume naturale del seno è soddisfacente e quindi il solo lifting basta per il rimodellamento desiderato, si procede alla mastopessi, al contrario quando il seno si presenta troppo vuoto, durante la mastopessi è necessario il contemporaneo inserimento di una protesi mammaria. Rispetto alla mastoplastica additiva la mastopessi ha però lo svantaggio di presentare cicatrici un po’ più evidenti per ottenere risultati estetici soddisfacenti.

 

Le donne idonee per la mastopessi sono coloro che hanno seno cadente, seno poco sodo, capezzoli che puntano verso il basso e piega sottomammaria abbondantemente coperta. L'intervento rassoda e solleva i seni e riposiziona areole e capezzoli nella loro precedente sede. Le cicatrici normalmente sono sottili e vanno via col tempo. L'utilizzo di speciali cerotti al silicone per un periodo di 12 settimane riducono la cicatrice. Il risultato della mastopessi è durevole nel tempo, ma bisogna essere consapevoli che gravidanze o consistenti aumenti di peso possono cambiare di nuovo la forma del seno.

 

La mastopessi può essere realizzata anche in anestesia locale e i tempi operatori variano secondo il tipo di lifting previsto, mediamente si va dall’ora all’ora e mezza, nel caso in cui si prevede anche l’inserimento di protesi mammarie.


Domande più frequenti

1. Quando è consigliata la mastopessi?
D’accordo con il proprio medico, solitamente quando il seno è troppo cadente, ma il suo volume del seno ne permette il solo riposizionamento.

2. Quando in procinto di essere operate con la mastopessi occorre una contemporanea mastoplastica additiva?
Qualora il seno si presenti troppo vuoto ed è perciò necessario, per riempirlo, una protesi mammaria al silicone e suoi derivati.

3. In che cosa consiste l’intervento di mastopessi?
L’intervento di mastopessi consiste nell’asportazione della pelle in eccesso, lo spostamento dell’areola nella posizione voluta e la conclusiva sutura.

4. Che cicatrici si hanno?
Le cicatrici sono posizionate nella piega mammaria, tra la piega mammaria e l’areola e attorno all’areola. Normalmente le cicatrici sono sottili, ma qualora si voglia migliorare l’estetica è possibile effettuare un intervento di peeling laser una volta trascorso un certo periodo di tempo.

5. Sono più visibili le cicatrici di mastopessi o di mastoplastica additiva?
Quelle della mastopessi.

6. Tanto vale allora operarsi con la mastoplastica additiva, no?
Un conto è tirar su il seno, un altro è ingrandirlo. La mastopessi non modifica la grandezza del seno, ma lo riporta solo all’antica bellezza e tonicità. La mastopessi è un’operazione più naturale e più discreta della mastoplastica additiva.

7. Con la mastopessi è possibile ridurre il seno?
Se la si abbina con la mastoplastica riduttiva sì.

8. Dopo la mastopessi il seno si gonfia?
È normale che nei giorni subito dopo l’intervento vi sia un certo gonfiore, mentre il dolore si può tranquillamente sedare con gli antidolorifici prescritti dal chirurgo al momento della dimissione. Dopo che i bendaggi e il reggiseno postchirurgico vengono rimossi, viene prescritto l’uso di un reggiseno contenitivo elastico, simile a quelli sportivi, finché il tessuto si normalizza. In una decina di giorni, vengono rimossi anche i punti di sutura.

9. È possibile allattare dopo la mastopessi?
La sensibilità dei capezzoli può essere temporaneamente ridotta e non sempre dopo l’operazione è possibile allattare, visto che le incisioni possono recidere i dotti galattofori. Dipende dalla tecnica di lifting impiegata e dal grado di sollevamento del seno necessario.

10. Quanto costa l’operazione?
Dipende dal chirurgo e dalla struttura sanitaria in cui si viene operati. Generalmente l’operazione ha un costo che varia da 3 a 6.000 euro.




Fonti:

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Caruso A. "Manuale di ginecologia ed ostetricia" - CIC Ed. Intern. 2008
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Rothenberg Robert E. "Enciclopedia della medicina" - Garzanti 1998
Galimberti U. "Enciclopedia di psicologia" - Garzanti 1999





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