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Prof. Dr Giorgio Calabrese

Specialista in Scienze dell'Alimentazione

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laurea

    09/11/1977 -Medicina e Chirurgia (Catania)

    Iscrizione all'albo

    10/03/1978 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di ASTI (Ordine della Provincia di ASTI)

    Specializzazione

    09/07/1987 - Scienza dell'Alimentazione Indirizzo Nutrizionistico (Pavia)

    Abilitazione

    1977 /2  - Medicina e Chirurgia (Catania)


Diabete infantile: un diabete che va curato con i farmaci


Il diabete infantile. Il diabete infantile o giovanile è un diabete che purtroppo non è legato al cibo ma è legato a una malattia virale che scompensa in modo quasi definitivo, e comunque altera in modo molto importante, le cellule beta delle isole di Langerhans che si trovano nel pancreas. 

 

Il pancreas. Il pancreas è una ghiandola che è coricata sotto il nostro ombelico, e che mette la testa sul guanciale (formato dalla C del duodeno), cioè dove inizia l'intestino. Che cosa fa questo pancreas? Produce da una parte il terzo tipo di bile - perché noi abbiamo una bile del fegato, una bile della cistifellea e una bile del pancreas e serve alla digestione - e poi produce, oltre ad altri ormoni, due ormoni molto importanti: l'insulina e il glucagone.

 

Il ruolo di insulina e glucagone. Insulina e glucagone si alternano nel metabolismo degli zuccheri. Ecco che usiamo l'insulina per bruciare gli zuccheri ingeriti e farli diventare energia, come fa il pistone del motore nei confronti della benzina nella tanica.  Oppure, se abbiamo mangiato pochissimi zuccheri, allora interviene il glucagone in modo tale che l'organismo possa avere degli zuccheri da poter utilizzare.

 

Le cellule beta delle isole di Langherans. Quando noi distruggiamo le cellule beta di Langerhans, noi distruggiamo la possibilità di produrre l’insulina che brucia gli zuccheri e li fa diventare energia.  Allora gli zuccheri restano nel sangue e la glicemia, la quantità di zuccheri nel sangue, diventa troppo alta. A quel punto dobbiamo fare le punture di insulina e non c'è cibo, non c'è alimento che possa sostituirle.

 

Come si deve procedere. Si può mangiare di tutto, certo in modo equilibrato, e vedere se, in base a ciò che si mangia, produciamo una certa piccola, microscopica dose di insulina. Se non ne produciamo per nulla, allora è necessario fare più dosi di insulina durante la notte, perché la notte dormendo non si ha la possibilità di gestire, dopo la cena, la glicemia. Le dosi di insulina della notte sono a lenta presa, a lenta cessione; invece quelle a pronta presa si fanno durante la mattina o al pomeriggio. Purtroppo quello che normalmente si regola con il cibo, in caso di malattia si cura solo con i farmaci.


Videointervista del: 12/10/2009


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