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L'alcolismo, la diagnosi della malattia

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Dipendenza da alcol L'alcolismo Ricerca del bere Desiderio di alcol Malessere da alcolismo L'alcolista


Scritto da

Felicita Scardaccione giornalista pubblicista (Ordine regionale della Puglia)


Pubblicato il 12/10/2009

Modificato il 12/10/2009

L’alcolismo è una malattia di per sé. Parliamo di una vera e propria dipendenza da alcol. Non di un vizio come erroneamente si pensa. Sintomo cardine dell’alcolismo il craving, un’appetizione patologica che si manifesta con il desiderio intenso e incontrollabile che spinge il soggetto a bere e dunque mitiga il malessere psicofisico. Da chiarire però: l’alcolismo come malattia non va confuso con il più noto fenomeno giovanile dell’abuso da alcol e della conseguente intossicazione acuta, racchiusi in fenomeni da intendersi più di costume, di moda, attualmente molto diffusi e non certo catalogabili come già atteggiamenti di dipendenza.

 

Ma allora come individuare le manifestazioni cliniche specifiche dell’alcolismo come malattia? Per poter parlare di dipendenza alcolica è utile seguire i criteri preposti dal Manuale Diagnostico Statistico (DSM IV) dell’APA (American Psychiatric Association) che permette di fare una diagnosi in presenza di almeno tre di queste caratteristiche, ossia di un impellente bisogno di dosi sempre più elevate per raggiungere l’effetto desiderato con inevitabile aumento della tolleranza o di assuefazione; comparsa della sindrome di astinenza da alcol, meglio dire di un malessere fisico o anche psichico se la persona non beve; impossibilità di controllarsi; desiderio persistente della sostanza e di conseguenza impossibilità di ridurne l’uso; continua ricerca dell’alcol fino ad arrivare al punto che il soggetto colpito dall’alcolismo passa gran parte del suo tempo alla ricerca del bere o per riprendersi dall’effetto dell’intossicazione da alcol.

 

Ma non è neppure da sottovalutare anche un altro elemento che l’alcolismo comporta, l’interruzione in genere delle attività lavorative, di quelle di svago, di tutti i contatti sociali, tutte conseguenze negative di cui, i soggetti colpiti spesso sono consapevoli.



Fonti:

Ha collaborato:
Eugenia Vernole
(Membro della SITD Puglia - Sezione Regionale Pugliese della Società Italiana Tossico Dipendenze)





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