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Alimenti: dolci irresistibili? Più sensori per lo zucchero

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In fase di studio le connessioni tra sensori del gusto, apparato digerente e sistema endocrino.

Frutta dolce Frutta dolce


Scritto da

AdnKronos Salute (Agenzia Giornalistica di Comunicazione)


Pubblicato il 11/03/2011

Modificato il 11/03/2011

Passi avanti nella comprensione del modo in cui le nostre cellule gustative riconoscono gli zuccheri. E, dunque, nello sviluppo di possibili strategie per limitarne il sovraconsumo, tipico del mondo Occidentale.

Il merito è degli scienziati del Monell Center di Philadelphia (Usa), che hanno scoperto come le cellule del gusto possiedano diversi rilevatori di zucchero, e non solo uno come si pensava in passato. Come ricorda la rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences', gli scienziati sanno da tempo che il T1R2+T1R3 è il principale recettore che permette alle cellule gustative di rilevare molte sostanze dolci, tra cui glucosio e saccarosio, ma anche i dolcificanti artificiali, come la saccarina e l'aspartame.


Tuttavia, evidenziano gli esperti, alcune 'sfumature' del gusto dolce non possono essere captati attraverso il T1R2+T1R3: questo recettore contiene due sub-unità che devono unirsi per farlo funzionare correttamente e il team di Robert Margolskee aveva già scoperto che i topi geneticamente modificati in modo da non avere la sub-unità T1R3 rimangono comunque in grado di gustare normalmente glucosio e altri zuccheri.

Partendo dal fatto che alcuni sensori a livello dell'intestino sono importanti per il riconoscimento e l'assorbimento degli zuccheri alimentari e che i recettori metabolici del pancreas sono la chiave per regolare i livelli di glucosio nel sangue, gli scienziati del Monell hanno utilizzato tecniche molecolari e cellulari molto avanzate per verificare se questi stessi sensori fossero presenti anche nelle cellule gustative. I risultati indicano che, effettivamente, i sensori di zuccheri dell'intestino e del pancreas sono presenti anche in quelle stesse cellule sensibili al dolce sapore che possiedono il recettore T1R2+T1R3. Studi futuri si concentreranno sulle complesse connessioni tra le cellule gusto, l'apparato digerente e il sistema endocrino.



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