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Cancro al seno: l’importanza della diagnosi precoce predittiva

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Screening, elevare progressivamente il range di età delle donne coinvolte

Cancro al seno: l'importanza della diagnosi precoce predittiva Cancro al seno: l’importanza della diagnosi precoce predittiva


Scritto da

AdnKronos Salute (Agenzia Giornalistica di Comunicazione)


Pubblicato il 11/05/2011

Modificato il 11/05/2011

Elevare progressivamente il range di età delle donne coinvolte nei programmi di screening per il tumore del seno dall'attuale fascia 50-69 anni a 50-74 anni. E invitare le Regioni a ridurre l'utilizzo dei centri di senologia che non superano la soglia dei 150 casi trattati l'anno. Sono i punti principali di una mozione bipartisan votata in aula al Senato. Ad annunciarlo è stata la senatrice del Pdl Laura Bianconi, alla presentazione del volume 'Farmacologia di genere'. "Questa mozione - ha detto Bianconi - è il risultato di un lavoro fatto in commissione Sanità del Senato con indagini ad hoc su alcune patologie fra cui il tumore del seno. Le azioni politiche che proponiamo le abbiamo riassunte in una mozione assolutamente trasversale che sarà votata in Senato". La mozione impegna il Governo a promuovere campagne di informazione volte a diffondere il più possibile l'importanza della diagnosi precoce; a migliorare la qualità dei programmi di screening già attivati; a elevare il range di età delle donne coinvolte nei programmi di screening; a supportare la sperimentazione di nuove modalità di diagnosi precoce per le donne più giovani (per quanto riguarda la fascia di età 40-50 anni, o almeno con riferimento a quella di 45-50 anni); a introdurre progressivamente per le donne sotto i 40 anni specifici criteri di selezione predittiva basati sui fattori di rischio (gravidanze, allattamento, casi di tumore al seno in parenti di primo grado, obesità), oltre alla mammografia.

 

Quanto alle unità multidisciplinari di senologia, la mozione impegna il Governo "a invitare le Regioni a ridurre l'utilizzo dei centri di senologia che non superano la soglia dei 150 casi trattati l'anno richiesti a livello europeo e a promuovere interventi di sostegno al fine di realizzare nel Paese un numero adeguato di unità di senologia con certificazione di qualità Eusoma (European Society of Mastology), secondo un livello minimo di almeno una Breast Unit certificata ogni 1-2 milioni di abitanti". Inoltre, l'esecutivo è tenuto "a verificare ed eventualmente a disporre una revisione dei relativi DRG, nell'ottica di un DRG di percorso". Ancora, la mozione impegna il Governo "ad avviare ogni idonea iniziativa nell'ambito dell'Unione europea volta a sostenere la realizzazione in tutti gli Stati membri di unità multidisciplinari per la cura del tumore alla mammella entro il 2016; a sostenere, in particolare, l'impiego del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nei nuovi Stati membri per costruire le infrastrutture sanitarie necessarie per effettuare lo screening mammografico e creare le unità mammarie specializzate". Infine, Bianconi sottolinea l'importanza della "ricerca su questa malattia e delle terapie sempre più personalizzate disponibili per le pazienti. Proprio per un ottimale uso di queste risorse, è necessario che i centri di cura possano contare su equipe multidisciplinari, con senologi, anatomo-patologi e altri professionisti che sappiano analizzare il singolo caso e prescrivere le migliori cure".



Fonti:

Per approfondire vedi: Farmacologia di Genere e www.eusoma.org





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