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Il reflusso gastroesofageo dipende dalla cattiva alimentazione

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Il reflusso gastroesofageo dipende dalla cattiva alimentazione Il reflusso gastroesofageo dipende dalla cattiva alimentazione


Scritto da

AdnKronos Salute (Agenzia Giornalistica di Comunicazione)


Pubblicato il 11/05/2012

Modificato il 11/05/2012

Il principale sintomo è una fastidiosa sensazione di bruciore nella parte medio-inferiore dello sterno al momento della deglutizione del cibo o subito dopo i pasti.

È il reflusso gastroesofageo, un disturbo causato dal contenuto dello stomaco che refluisce nell'esofago e che in Italia colpisce oggi fino al 20-25% della popolazione, favorito da cattive abitudini alimentari e stili di vita non salutari.

 

Lo conferma una ricerca dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano svolta su un campione di 7000 soggetti di età superiore a 25 anni.

Per effettuarla, gli esperti hanno individuato alimenti e bevande considerati aggressivi (cioccolato, carni grasse, caffè, bibite gassate e tè) e cibi protettivi, come la frutta ad esclusione degli agrumi (considerati aggressivi), verdura e legumi, olio extravergine d'oliva e pane integrale.

I dati hanno evidenziato che gli uomini introducono un numero di porzioni settimanali di cibi aggressivi maggiore delle donne.

Mediamente le porzioni settimanali aggressive sono 33,6 (31,5 per le femmine e 37 per i maschi), mentre è emerso che la quantità di porzioni protettive introdotte rimane basso, mediamente 23,3, (24,2 per le femmine e 21,9 per i maschi).

 

''Gli italiani - dice Michela Barichella, responsabile medico della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica degli ICP di Milano - assumono poca frutta e verdura, sempre meno alimenti integrali e legumi, mentre aumenta l'utilizzo di bevande zuccherate gassate soprattutto nei più giovani, il cui stile di vita prevede spesso abitudini non salutari come il fumo e gli alcolici, ed è sempre più esposto a sovrappeso e obesità''.

Contro il reflusso, gli esperti dell'Osservatorio consigliano di eliminare i pasti abbondanti e ricchi di grassi, e di ridurre i cibi aggressivi, il fumo e l'obesità.

Inoltre, è necessario mangiare lentamente e masticare a lungo, evitando di coricarsi subito dopo i pasti. Se questo non basta, si può ricorrere alla terapia farmacologica per facilitare lo svuotamento gastrico, ma soprattutto per ridurre l'acidità del succo gastrico.

''Ma è importante ricordare come il bruciore retrosternale insieme al rigurgito - avverte Davide Festi (Università di Bologna) - non siano gli unici sintomi della malattia, che si manifesta anche con disturbi apparentemente non correlati all' apparato digerente, come tosse, laringite, asma, dolore toracico''.



Fonti:

Per Approfondire: Vedi Link oppure Vedi Link





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