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Stimolazione nervosa per ridurre i disturbi dell’apnea del sonno

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Stimolazione nervosa per ridurre i disturbi dell'apnea del sonno Stimolazione nervosa per ridurre i disturbi dell’apnea del sonno


Scritto da

Rachele Sardella


Pubblicato il 10/12/2011

Modificato il 10/12/2011

Un nuovo e più efficace metodo per risolvere i disturbi causati dall'apnea ostruttiva del sonno (OSA) potrebbe essere la stimolazione nervosa dell'ipoglosso (HGNS).

Lo dimostra uno studio condotto dal Centro del Sonno della Johns Hopkins University.

 

 

In particolare, lo studio suggerisce l'efficacia potenziale terapeutica dell'HGNS per una vasta gamma di gravità di apnea del sonno, mettendo in luce che si tratta di una valida alternativa alla pressione continua (CPAP), attualmente principale trattamento per questo tipo di patologia.

"Grazie a questa nuova tecnica abbiamo rilevato un maggiore flusso di aria in tutti i nostri pazienti - ha detto Alan R. Schwartz, Direttore del Centro del Sonno e primo autore della ricerca - e abbiamo riscontrato una progressiva crescita dell'ampiezza dell'arteria al crescere dello stimolo". Gli aumenti nel flusso d'aria osservati, continua l'esperto, "sono stati di entità tale da eliminare la limitazione del flusso d'aria inspiratorio (IFL) nella maggior parte dei pazienti".

 

 

I risultati dello studio sono stati pubblicati online sul Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, organo dell'American Thoracic Society. La ricerca ha coinvolto 30 pazienti di mezza età con apnea ostruttiva del sonno moderata e grave, cui è stato impiantato il nuovo sistema HGNS, un pacemaker che controlla i modelli di respirazione e si attiva durante il sonno per stimolare il nervo ipoglosso, che controlla i muscoli delle vie aeree superiori.

"Nello studio, grazie a una acuta stimolazione unilaterale del nervo ipoglosso durante il sonno - ha concluso Schwartz - i pazienti con apnea ostruttiva hanno ottenuto un progressivo aumento nel flusso inspiratorio, e inoltre abbiamo raggiunto una completa eliminazione della limitazione del flusso inspiratorio nella maggior parte dei pazienti".





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Aggiornato al 03/12/2016