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Tendinite: infiammazione dei tendini causata da traumi e infezioni

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Tendinite Tendinite Tendinite e sport Tendinite e sport Tendinite rotulea Tendinite rotulea


Scritto da

Massimo Miliani, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 04/06/2010

Modificato il 04/06/2010

La tendinite è un'infiammazione di quelle strutture fibrose che legano i muscoli all'osso, ossia dei tendini. Le cause, generalmente, sono da ricercarsi negli sforzi eccessivi che si commettono durante l'attività fisica. Sono spesso movimenti ripetuti di un'articolazione a provocare una tendinite: i più esposti a tale patologia sono il tendine d'Achille, la cuffia dei rotatori della spalla, i polsi e i tendini di ginocchia (la cosiddetta tendinite rotulea) e gomiti. I sintomi principali sono dolore alla palpazione e difficoltà di movimento.

 

Quando la tendinite diventa cronica
Se la tendinite è cronica non è raro l'insorgere di edemi delle guaine tendinee con la comparsa di gonfiore e di riduzione della funzionalità del muscolo. La tendinite cosiddetta “crepitante” prende il nome dai caratteristici crepitii che si possono udire durante il movimento dell'articolazione infiammata e altro non è che il risultato dello sforzo di una guaina muscolare asciutta e infiammata. Se l'infiammazione si estende anche alla guaina tendinea è più corretto parlare di tenosinovite. Nel caso si sforzi eccessivi e prolungati si può arrivare addirittura alla frattura o, più appropriatamente, alla rottura dei tendini.

 

Tendinite: prima il riposo, poi l'intervento
La diagnosi della tendinite viene effettuata in base all'analisi visiva dei sintomi. In rari casi è necessario il ricorso a una risonanza magnetica o a un'ecografia. La cura più efficace in caso di tendinite è il riposo dell'articolazione e l'applicazione di ghiaccio sulla parte infiammata unita a una terapia basata su farmaci antinfiammatori o corticosteroidi. In caso di tendinopatia cronica e di tendinite calcifica, quando il dolore è persistente, può essere necessario l'intervento chirurgico a parziale rimozione dei tessuti infiammati o dei depositi di calcio in eccesso.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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