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Carcinoma della mammella: tumore al seno

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Scritto da

Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/08/2010

Modificato il 05/08/2010

Il carcinoma della mammella è la neoplasia maligna più frequente nelle donne, soprattutto nel periodo della menopausa ma aumentano i casi tra le ragazze. È stato dimostrato che i fattori genetici ed ereditari aumentano il rischio di carcinoma della mammella, così come alcuni fattori ambientali, ma ci sono anche momenti della vita riproduttiva che aumentano la probabilità statistica, come una gravidanza oltre i trent'anni, l'arrivo precoce delle mestruazioni (prima dei 15 anni), gli aborti.
Il carcinoma della mammella si diffonde per via linfatica e compromette i linfonodi ascellari e mammari interni; attraverso la via ematica, invece, può provocare metastasi ossee (colonna vertebrale, femore, omero, tibia, radio) e polmonari.

 

La prevenzione e la terapia.
La diagnosi precoce è di fondamentale importanza e deve partire dall'autopalpazione periodica: è infatti la donna stessa che può accorgersi per prima della presenza di un nodulo al seno prima di rivolgersi a un medico per gli accertamenti necessari. Sono indicati per la prevenzione del carcinoma un esame radiologico diretto come la mammografia, ma anche la semplice ecografia della mammella è in grado di rilevare raccolte solide anomale, da sottoporre eventualmente a biopsia per analisi citologiche.
La terapia può essere localizzata (chirurgia e radioterapia) o sistemica (chemioterapia). Se il carcinoma della mammella non supera i 2 cm di diametro, l'operazione può essere conservativa, seguita da terapia radiante. Più è esteso il tumore, invece, e più l'intervento chirurgico di mastectomia è demolitivo; è possibile procedere in un secondo momento con un'operazione di ricostruzione della mammella.

 

I tumori benigni della mammella.
Non tutte le neoplasie della mammella sono a carattere maligno: sono molto frequenti infatti adenomi o fibroadenomi costituiti da piccoli noduli di dimensioni variabili, che non danno sintomi, tanto meno dolore, e che si ingrossano in alcune fasi della vita, come in gravidanza e prima della menopausa. La ragione per cui a volte si ritiene necessario procedere con un'operazione di asportazione è perché queesti tumori benigni possono trasformarsi in carcinoma della mammella.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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