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Chemioterapia: terapia farmacologica per la cura dei tumori

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Mutazione cellulare Mutazione cellulare Carcinoma della mammella Carcinoma della mammella Perdita di capelli Perdita di capelli


Scritto da

Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/08/2010

Modificato il 05/08/2010

La chemioterapia è una cura per il trattamento dei tumori: si basa su una miscela di farmaci che hanno lo scopo di fermare la proliferazione delle cellule tumorali e soprattutto della loro diffusione in metastasi. I farmaci antitumorali impiegati nella chemioterapia appartengono a differenti classi, ma hanno tutti come bersaglio il DNA, ossia là dove ha avuto origine la mutazione cellulare che ha dato scatenato il cancro.

 

Per quali tumori si usa la chemioterapia.
Con la chemioterapia, soprattutto a base di miscele di più farmaci antitumorali, si curano le leucemie dei bambini, il tumore renale e del testicolo, ma anche al seno, all'ovaio e il tumore polmonare a piccole cellule.
In alcuni casi la chemioterapia non è la cura principale del tumore, ma una cura adiuvante, a scopo precauzionale, che si applica dopo un'operazione chirurgica di asportazione del tumore per uccidere eventuali metastasi, anche microscopiche, disseminate in altri tessuti. È una strategia che si applica in particolar modo nel carcinoma della mammella, del testicolo e del colon, ossia in quei tumori in cui la vicinanza dei linfonodi agevola la diffusione delle cellule tumorali, ma anche nel cancro delle ossa, del cavo orale, della vescica.
Se la chemioterapia viene somministrata prima dell'intervento chirurgico, ha lo scopo di ridurre la massa tumorale in vista dell'asportazione.
Esiste anche una chemioterapia detta regionale che fa arrivare il farmaco direttamente nella zona interessata, il che permette di ridurre le dosi e aumentare l'efficacia: viene usata soprattutto nel trattamento delle metastasi al fegato, dei tumori del colon, dei carcinomi della testa e del collo.

 

Gli effetti collaterali.
Il problema dei farmaci attualmente in uso nella chemioterapia è che non sono in grado di distingurere tra cellule cancerose e cellule sane: attaccano tutte le popolazioni cellulari in fase di attiva replicazione, la cui rapidità è una caratteristica principe delle neoplasie ma che contraddistingue anche altri tessuti, come il midollo osseo, la mucosa orale e gastrointestinale, ovaie e testicoli. Per arginare gli effetti collaterali della chemioterapia, che vanno dalla diminuzione di globuli bianchi, di globuli rossi e di piastrine alla perdita dei capelli, sono state messe a punto alcune strategie di somministrazione della terapia: la chemioterapia viene effettuata a cicli intermittenti, alternati a periodi di riposo anche di qualche settimana, il che permette alle cellule sane di riprendersi mentre quelle tumorali sono più lente a reagire ai danni subiti.
È altresì molto frequente il rischio di inefficacia della chemioterapia per via della resistenza delle cellule malate ai farmaci antitumorali.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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