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Tumore ovarico: è possibile prevenirlo?

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Tumore ovarico Tumore ovarico


Pubblicato il 15/12/2016

Modificato il 15/12/2016

A cura dell’ufficio stampa Sorgente Genetica 

Una delle malattie più pericolose per le donne e di difficile diagnosi negli stadi inziali è il tumore ovarico che rappresenta il 30% dei tumori di tipo maligno che colpisce l’apparato genitale femminile. Dati statistici rilevano che 1 donna su 74 riceve ogni anno una diagnosi per questo tumore, al decimo posto tra le tipologie di cancro che colpisce le donne¹.

 

Il tumore ovarico può svilupparsi in diverse forme. Ci sono:

1) Tumori stromali che hanno origine nello stroma gonadico (il tessuto di sostegno dell’ovaio)² e che rappresentano in media il 4% delle forme tumorali ovariche.

2) Tumori germinali la cui origine riguarda le cellule adibite alla produzione di ovuli e rappresentano il 5% circa dei casi di tumore alle ovaie.

3) Tumori epiteliali che hanno origine nelle cellule che rivestono le ovaie e rappresentano il 90% dei casi di tumore ovarico.

 

L’incidenza di queste tipologie di tumore varia in base all’età. Nel caso dei tumori epiteliali le donne più colpite sono quelle in età avanzata e in età riproduttiva. I tumori stromali e germinali invece colpiscono spesso le donne che hanno un’età inferiore ai 20 anni.

In media, la metà delle donne che riceve una diagnosi di tumore ovarico ha un’età che va oltre i 60 anni.

Le ovaie sono degli organi importanti per la donna perché si occupano della produzione di ovociti e ormoni. Le forme tumorali si presentano nel momento in cui si assiste a una produzione incontrollata delle cellule dell’ovaio.

 

Sono tanti e diversificati i fattori di rischio che possono contribuire nell’insorgenza delle forme tumorali all’ovaio. Tra questi ci sono: i fattori ambientali, la predisposizione familiare, l’assetto ormonale, la mutazione dei geni BRCA. In questo senso la familiarità del tumore ovarico è associata alle mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 con un rischio del 20-60% di cancro per le donne di oltre 70 anni. Le cause del tumore alle ovaie non sono del tutto note. Tuttavia si rileva che il 10% dei casi è legato a forme ereditarie, mentre il 90% è sporadico³.

 

Quali sono i sintomi del tumore ovarico? Le forme di questo tumore presentano il più delle volte sintomi facilmente confondibili con disturbi quotidiani come perdita di peso improvvisa, aerofagia, gonfiori nella zona dell’addome e necessità di urinare con molta frequenza. In questi casi, se questi sintomi dovessero persistere, è consigliabile consultare il medico. Una diagnosi precoce infatti fornisce maggiori probabilità di sopravvivenza: le donne che hanno scoperto il tumore al primo stadio hanno un tasso di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, del 90%?.

 

Diventa quanto mai fondamentale dunque effettuare degli screening periodici per tenere sotto controllo la situazione. Visite ginecologiche o ecografie transvaginali possono rilevare la presenza di masse ovariche o anomalie. In questi casi si procede con ulteriori esami come risonanze magnetiche, tomografie ed esami per il dosaggio dei marcatori di tumori come il CA 125.

 

I test genetici rappresentano un importante strumento per i percorsi di screening del tumore ovarico e di quello al seno. Il BRCA test è un test genetico che rileva la presenza di mutazioni a carico dei geni BRCA, i quali contribuiscono alla comparsa di alcune forme di tumore ovarico e di quello alla mammella. La presenza di queste mutazioni non implica la presenza del tumore, ma è fondamentale per intraprendere una strategia di tipo preventivo che individui fin da subito l’eventuale insorgere del tumore.

 

Per ulteriori informazioni: www.brcasorgente.it

Fonti

1. I numeri del cancro – edizione 2016

2. Airc – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro

3. Cancro dell’ovaio ­ Guide Esmo/AFC, a cura dell’Anticancer Fund e della European Society for Medical Oncology, ed. 2014

4. ACTO – Alleanza Contro il Tumore Ovarico, intervista alla dottoressa Nicoletta Colombo, Direttore di Ginecologia Oncologica Medica, Istituto Europeo di Oncologia, Milano





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Aggiornato al 22/10/2017