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Violenza di genere: manifestazioni e conseguenze

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Violenza sulle donne Violenza sulle donne


Scritto da

Dott. Raffaele Bifulco


Pubblicato il 03/04/2015

Modificato il 03/04/2015

Approfondiamo un argomento introdotto la scorsa settimana con l’articolo sulla violenza di genere che si concludeva con una riflessione: l’omicidio di una donna è l’epilogo della violenza di genere che, prima di arrivare a tanto, si manifesta in modi più o meno subdoli e sempre fortemente debilitanti.

La violenza domestica, cioè presente all’interno di una relazione intima, può assumere diverse forme. Ecco un quadro complessivo e non esaustivo delle sue manifestazioni:

  • Trascuratezza fisica. Mostrare disinteresse verso i pericoli ambientali, svalutare i problemi di salute dell’altro, privare la persona di cure mediche, trascurare la sicurezza domestica.
  • Violenza fisica. Strattonare, strappare i vestiti, pizzicare, tirare i capelli, lanciare oggetti contro la persona, schiaffeggiarla, picchiarla, arrecarle dolore fisico anche con gli oggetti.
  • Negligenza emotivo-relazionale. Trattare la persona con distacco e freddezza, essere indifferente alle sue esigenze, avere continue dimenticanze e non mantenere le promesse fatte, mancare di empatia, comunicare e assumere atteggiamenti che trascurano la sensibilità e il punto di vista dell’altro.
  • Violenza psicologica. Svalutare le caratteristiche e le qualità dell’altra persona, sminuire le competenze e i risultati raggiunti, criticare, umiliare, denigrare, insultare, ricattare, minacciare, manipolare, limitare la libertà di pensiero e azione della persona, alterare il suo sentire spontaneo e l’espressione dei suoi vissuti.
  • Violenza sociale. Intromettersi nei rapporti interpersonali e professionali dell’altro, vietarli, comprometterli, rovinarli o distruggerli, isolare l’altro da conoscenti e amici, allontanarlo da familiari e parenti, inculcare visioni e convinzioni tramite cui controllare l’altro per impedire che arricchisca il suo bagaglio conoscitivo.
  • Violenza economica. Ostacolare il lavoro, impedire la ricerca e il mantenimento di un’attività autonoma, appropriarsi delle rendite dell’altro, porsi come detentore e gestore unico delle finanze della famiglia o della coppia, non dare denaro o darne meno del necessario, controllare l’indipendenza economica della persona, esigere un rendiconto di ogni minima spesa.
  • Molestia sessuale. Compiere atti osceni in presenza dell’altra persona o imporne la visione anche con foto o video, fare proposte oscene, costringere la persona ad avere rapporti indesiderati, coinvolgerla con insistenza in esperienze sessuali non gradite, fare battute volgari, commentare, prendere in giro e ridicolizzare caratteristiche fisiche o prestazioni sessuali anche in presenza di altre persone anche estranee.
  • Abuso sessuale. Fare richieste pressanti e ricattatorie per ottenere un consenso formale ad attività sessuali non desiderate, imporre pratiche umilianti o di natura contraria all’orientamento sessuale, alla volontà e alla disponibilità della persona, usare la forza fisica per raggiungere scopi sessuali, ignorare il rifiuto esplicito a prestazioni sessuali non volute, stuprare.
  • Stalking. Porsi in modo intrusivo nella vita di una persona utilizzando il telefono in modo inopportuno - chiamate, sms, mms, registrazioni nella segreteria, ecc. - l’invio di oggetti indesiderati - lettere, biglietti, fotografie, regali, ecc. - perseguitare, imporre la propria presenza in luoghi frequentati dell’altro, stabilire contatti con conoscenze comuni per avere informazioni o creare condizioni di incontro che l’altro rifiuta, violare la privacy, pedinare e fare appostamenti, inseguire, assalire fisicamente la persona.

Queste sono tutte forme di violenza di genere che influiscono in maniera importante e deleteria sulla sfera emotiva e sulla dimensione cognitiva della vittima e, se ripetute nel tempo, si insinuano nei livelli più profondi della psiche fino a ledere l’autostima, il senso di auto-efficacia, l’autonomia di pensiero, l’auto-percezione, la fiducia negli altri, le capacità espressive e lo stile relazionale. L’equilibrio della persona in quanto vittima è minato alla base, viene ferito il nucleo identitario, ma anche la sua integrità morale. 

Nelle sue diverse forme, la violenza comporta sempre un’effrazione dei confini dell’io di chi la subisce, in funzione dei bisogni, dei desideri, degli scopi e dei vantaggi del soggetto che la agisce.

Nel tempo, l’esercizio di un potere oppressore determina nella vittima uno stato di paura permanente, una posizione di dipendenza relazionale ed un condizionamento psico-comportamentale. A lungo termine, la persona è impoverita nei contenuti della consapevolezza, indebolita nella libertà interna e bloccata in un circuito emotivo vincolante. Si sente in condizione di impotenza psicologica e comportamentale, impossibilitata ad esercitare la sua volontà. La sua condotta diventa marcatamente passiva e plastica perché è determinata dal dolore di ciò che ha subito e dal terrore che l’esperienza si ripeta.

Sul piano clinico, la violenza altera in modo significativo la qualità della vita psichica e relazionale di chi la subisce, producendo malessere esistenziale e disagio interpersonale. Si tratta di sintomi gravi, anche se non sempre manifesti. È frequente, inoltre, che questo spettro di sintomi venga intenzionalmente dissimulato o giustificato dalla vittima, indotta dal suo aggressore a coprirlo tramite meccanismi ricattatori e manipolativi.

Le diverse forme di violenza hanno serie ripercussioni sulla salute fisica e mentale della vittima, tanto che provocano alcune patologie transitorie e permanenti, le più frequenti sono:

  • Lesioni, disabilità fisiche, emicranie, disturbi gastrointestinali e cardiovascolari, gravidanze indesiderate, disturbi ginecologici, malattie sessualmente trasmissibili;
  • Disturbi somatoformi, asma, disturbi sessuali, ricorso ad alcool e droghe, comportamenti a rischio per la salute, condotta suicida;
  • Disturbi dell’umore e depressione, disturbi d’ansia, fobie, attacchi panico, disturbi alimentari, disturbi ossessivo-compulsivo e post-traumatico da stress.


Come appare chiaro da questo articolo, la violenza di genere compromette la vita della vittima in tutti i suoi aspetti, e viene da chiedersi: da dove nasce tutta questa violenza, quali sono le cause? Lo vedremo nel prossimo articolo.





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Aggiornato al 07/12/2016