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Follicolite: infezione del follicolo pilifero

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Follicolo pilifero Follicolite Depilazione Depilazione rischiosa Impacchi disinfettanti Trattamento della follicolite


Scritto da

Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 30/08/2010

Modificato il 30/08/2010

La follicolite è un'infiammazione della parte superficiale del follicolo pilifero oppure dell'intera lunghezza del follicolo: tenuto conto della concentrazione di peli sul capo (capelli, barba, sopracciglia), le infezioni si concentrano soprattutto sul cuoio capelluto e sulla pelle del viso, ma anche su collo, petto, dorso, pube e glutei. I germi che più di frequente sono responsabili della follicolite sono lo Staphylococcus aureus e lo Steptococcus pyogenes, che possono diventare virulenti se le condizioni sono favorevoli, come in presenza di sudorazione eccessiva, eccessiva aderenza degli abiti, alterazione della composizione del sebo, dermatite atopica e dermatite seborroica, fenomeni di macerazione, ripetuti microtraumi (rasatura, depilazione e ceretta).

 

La follicolite può lasciare cicatrici
L'attrito sulla superficie cutanea provoca di fatto un'abrasione, attraverso cui possono penetrare germi e batteri che scatenano le infezioni del follicolo pilifero. La follicolite superficiale si manifesta come un piccolo eritema in una zona di arrossamento, che si trasforma poi in noduli, peli incarniti e pustole: dopo la rottura, l'epitelio inizia a ripararsi senza lasciare macchie. I casi di follicolite profonda, invece, possono dare sintomi più complessi, come dolore e febbre, e lasciare cicatrici o lesioni simili a brufoli: tra questi si annoverano il foruncolo e l'acne necrotica.

 

Rimedi naturali e antibiotici
Si può prevenire la follicolite evitando di sottoporre la pelle a continui sfregamenti o microtraumi e curando l'igiene personale per ridurre l'esposizione a batteri e funghi che aprono la strada a varie forme di micosi. Il primo trattamento consiste in impacchi disinfettanti, preparati a base di ossido di zinco e lanolina, a cui occorre far seguire, nei casi più gravi, antibiotici a somministrazione topica (sotto forma di pomata).



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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