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Com’è fatta una biobanca per la conservazione delle staminali cordonali

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Biobanca per staminali cordonale Biobanca per staminali cordonale


Pubblicato il 23/05/2017

Modificato il 23/05/2017

A cura di: Ufficio stampa Sorgente

Le staminali contenute nel sangue del cordone sono preziose cellule che racchiudono un grande potenziale terapeutico. Una coppia in attesa di un figlio può optare per la conservazione privata o per la donazione delle staminali del cordone alle banche pubbliche. Perché tali cellule vengono conservate o donate? Perché già oggi sono usate per trattare oltre 80 patologie¹ e inoltre perché nuove ricerche mirano a estendere il loro potenziale terapeutico per il trattamento di ulteriori patologie.

La conservazione del sangue cordonale avviene presso strutture chiamate biobanche. Ma cosa sono nello specifico? Come sono fatte e come avviene il processo di conservazione? Facciamo il punto.

Una biobanca è una struttura dedicata alla conservazione di campioni biologici umani, tra cui il sangue del cordone contenente cellule staminali. Questi campioni possono essere crioconservati per anni e utilizzati in qualunque momento in caso di necessità a scopo terapeutico.

Le biobanche devono rispettare rigorosi standard di qualità e seguire scrupolosamente tutte le corrette procedure per garantire la corretta conservazione del campione e il suo utilizzo in clinica.

Vediamo dunque cosa succede a un campione di sangue del cordone ombelicale al suo arrivo presso la biobanca. Al suo arrivo, questo viene sottoposto a una serie di step fondamentali che ne determinano la conservazione. Innanzitutto il campione viene ricevuto presso il laboratorio di ricezione: qui la sacca contenente il sangue cordonale è registrata sul database della biobanca (con l’utilizzo di un codice a barre) dove sono riportati anche dati fondamentali come nome del donatore, data di arrivo e volume di sangue raccolto.

Successivamente il sangue cordonale passa al laboratorio di ematologia dove i biologi eseguono dei test su un piccolo campione per verificare la qualità del sangue. Questi esami preliminari servono per rilevare la presenza di malattie infettive (come epatite B o C), il gruppo sanguigno del bambino e il conteggio tramite microscopio delle cellule nucleate, comprese le staminali.

Il sangue cordonale verrà poi processato in una stanza in totale sterilità per evitare contaminazioni, e sarà sottoposto a ulteriori test di qualità. Terminate le analisi, il sangue viene inserito in una sacca per la crioconservazione la quale contiene un agente crioprotettivo che protegge le cellule durante il congelamento.

La crioconservazione avviene all’interno di biocontainers contenenti azoto liquido che fa sì che la temperatura interna al biocontainer sia -196° C. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che un campione di sangue cordonale può essere crioconservato per oltre 24 anni e le cellule staminali in esso contenute mantengono inalterate capacità proliferative e differenziative. 2

Scopri l’interno di della nostra biobanca per un tour virtuale. Per maggiori informazioni sulla conservazione delle staminali del cordone ombelicale visita www.sorgente.com.



Fonti:

  1. Decreto ministeriale 18 novembre 2009
  2. Broxmeyer, H.E. et al. Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117:47734777. 




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