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Conservare il cordone ombelicale: cosa devono fare mamma e papà

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Conservare le cellule staminali ombelicali Conservare le cellule staminali ombelicali


Pubblicato il 13/10/2016

Modificato il 13/10/2016

Articolo a cura dell'Ufficio Stampa Sorgente.

 

La decisione di conservare le cellule staminali cordonali ombelicali è importante sia per il nascituro sia per la sua famiglia, e deve essere fatta in modo consapevole e con tutte le informazioni a disposizione per scegliere a chi affidare questo prezioso campione.

 

Che cosa fare dopo aver scelto la biobanca e firmato il contratto? Il primo consiglio per mamma e papà è di accertare che la biobanca offra la certificazione di qualità GMP (la maggior certificazione internazionale di qualità per la conservazione delle staminali) e che fornisca un'assicurazione in caso di insolvenza o difficoltà economiche della biobanca.

 

Successivamente sarà necessario ottenere il nullaosta, tramite compilazione di moduli forniti dalla struttura ospedaliera scelta per partorire, per esportare le cellule staminali. Infine, si accorderà con la biobanca la data di spedizione del kit di raccolta (contenitore apposito con strumenti necessari al prelievo e alla conservazione) unitamente al materiale informativo necessario al personale ospedaliero. Il kit è dotato di un'unità di controllo delle condizioni del campione, che registra la temperatura tramite un termometro visibile all’esterno del kit. Alcune biobanche mettono a disposizione delle famiglie un tutor che segue le famiglie passo dopo passo in tutto il processo per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Il giorno del parto il papà porterà il kit per il prelievo in ospedale che il personale medico userà per prelevare il sangue del cordone ombelicale.

 

Dopo la nascita basterà una telefonata per avvisare la biobanca; questa invierà presso la stanza della neomamma un corriere che spedirà il campione al laboratorio per farlo analizzare. Superate le analisi (come l’esame di volume e vitalità delle cellule), il campione viene crioconservato. I neogenitori avranno un certificato che attesta la crioconservazione a -196° in biocontainers (contenitori speciali). Questa temperatura consente la conservazione delle cellule staminali per molti anni, e in questo periodo il campione può essere richiamato dalla famiglia (previa autorizzazione all'importazione da parte del Ministero della Salute), per un'eventuale necessità.

 

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com





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Aggiornato al 27/05/2017