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Come stanno i capelli in menopausa

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Capelli in menopausa Capelli in menopausa


Pubblicato il 29/07/2016

Modificato il 29/07/2016

Articolo a cura del Dott. Vincenzo Giambanco, Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia. 

 

Crescita e durata dei capelli sono strettamente connessi agli ormoni, come risulta ovvio dal differente comportamento nei due sessi. Inizialmente, per passare da peluria a pelo terminale, interviene l’ormone della crescita (GH) di origine ipofisaria, mentre in seguito sono gli ormoni steroidei prodotti dalle gonadi a determinare gli sviluppi ulteriori. Gli estrogeni ovarici hanno un effetto positivo sui capelli, cui inviano un segnale di crescita, mentre gli androgeni come il testosterone prodotto dai testicoli (e in minor misura anche dal surrene) ma in particolare il suo metabolita diidrotestosterone, forniscono un segnale negativo, di diradamento.

 

Ecco chiarito perché la calvizie è un carattere sessuale secondario maschile, al pari della crescita di peli al volto ed in varie parti del corpo. Va anche tenuta in conto la predisposizione genetica dei capelli a subire gli effetti negativi degli androgeni, che è diversa in varie aree: negli uomini prevale, ad esempio, nella zona frontale e parietale del capo, mentre nel genere femminile è presente in minor misura e più diffusa su tutta la testa.

 

Gli steroidi sessuali appartengono comunque a un’unica famiglia e possono essere convertiti gli uni negli altri. Gli androgeni surrenalici, per esempio, possono essere metabolizzati a testosterone e quest’ultimo subire la trasformazione in diidrotestosterone, grazie a un enzima (5alfa-reduttasi). Per contro tutti gli androgeni, testosterone incluso, possono trasformarsi in estrogeni per intervento di enzimi chiamati aromatasi.

 

Nelle donne in menopausa, quando la produzione ormonale delle ovaie è marcatamente ridotta, intervengono una serie di fenomeni, alcuni soggettivi (vampate di calore, ecc.), altri oggettivi e legati in gran parte al deterioramento del connettivo cutaneo (rughe, flaccidità dei tessuti, ecc.), all’assottigliamento delle mucose vaginale e vescicale (da cui la secchezza vaginale e la maggior frequenza del bisogno di urinare) e alla rarefazione dei capelli che appaiono più fragili e secchi tanto da indurre i parrucchieri ad accorciarli.

 

Le nostre nonne a 50 anni vestivano di scuro e portavano il cappello: si può immaginare qualcosa di più diverso dalle odierne ragazze cinquantenni? Eppure il rimedio sovrano agli inconvenienti del deficit di estrogeni è adottato solo dall’8/100 delle italiane in menopausa: la terapia ormonale sostitutiva (T.O.S.). Risale al 2002 la diffusione dei dati di una ricerca americana (Women’s health iniziative, WHI) che ingenerò un vero panico circa i rischi della T.O.S. Fu poi ampiamente dimostrato che si trattava di una ricerca falsata nei presupposti e quindi nei risultati, avendo arruolato donne in menopausa da dieci anni e già affette da patologie cardiovascolari. Ciononostante una paura di fondo è rimasta, sia nelle donne che nei medici di famiglia, che ostacola la serena valutazione di rischi e benefici.

 

Al di là di illusorie aspettative di eterna giovinezza non vi è dubbio che mantenere livelli ormonali vicini a quelli dell’età fertile consente alle donne di ritardare gli effetti della loro caduta. Non solo, cioè, di ridurre gli effetti a breve termine ma, se la T.O.S. è seguita per 10-15 anni, di proteggere dall’invecchiamento cervello, cuore, ossa, vasi, apparato digerente e quant’altro, inclusi cute e capelli. Naturalmente, anche in questo caso i trattamenti medici non possono essere disgiunti da un corretto stile di vita.

 

Tornando agli ormoni, va ricordato che in menopausa non solo diminuisce la quantità di estrogeni circolanti ma cambia anche la loro qualità: mentre in età fertile prevale l’estradiolo, il più attivo, in menopausa assume ruolo primario il più debole estrone, prodotto anche della trasformazione nel grasso corporeo degli androgeni surrenalici (androstenediolo). Una modica quantità di grasso è utile a mantenere livelli elevati di estrone e può quindi contribuire a mantenere un aspetto giovanile, con cute liscia e capelli soffici e folti. Modica quantità però, altrimenti il giro-vita subirà sgradevoli incrementi.

 

Riassumendo: si può considerare lo stato della chioma come uno dei rilevatori di deficienza ormonale in menopausa, quindi la via per mantenere capelli vitali e saldi passa per un ripristino di ambiente ormonale generale, come nella T.O.S., ma anche da uno stile di vita sano, senza fumo, con alimentazione bilanciata e attività fisica sufficiente al mantenimento di un corretto peso corporeo. Ricordiamo che i capelli sono un annesso cutaneo, vale a dire la propaggine esterna di un organo, come la cute, diffuso su tutta la superficie corporea. Prendersene cura come se fosse una parrucca indipendente non appare la scelta migliore.





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Aggiornato al 26/09/2017